Sistema immunitario forte senza rimedi miracolosi: perché le basi contano più degli integratori

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Sorgente: TCS MyMed

Gli integratori alimentari sono in forte crescita – ma spesso i fattori di protezione più efficaci si trovano altrove. Chi vuole rafforzare il proprio sistema immunitario ha soprattutto bisogno di movimento, sonno, luce e uno stile di vita equilibrato. Nell’intervista il medico dello sport Roman Gähwiler spiega perché molte tendenze sono sopravvalutate e quali semplici misure fanno davvero la differenza.

Le seguenti domande trovano risposta nell’articolo:

Dottor Gähwiler, perché proprio in primavera il corpo si sente spesso ancora stanco o indebolito e quali processi immunologici giocano un ruolo? 

La «stanchezza primaverile» è un fenomeno ben noto. Le cause sono molteplici e un fattore principale sembra essere la durata della luce diurna. In inverno e all’inizio della primavera le giornate con luce diurna sono ancora più corte. Meno luce o esposizione al sole significa una minore produzione corporea di vitamina D. La carenza di vitamina D sembra avere un nesso causale con letargia e stanchezza nei mesi invernali e primaverili. Inoltre, nelle stagioni più buie nel nostro organismo l’ormone del sonno «melatonina» è particolarmente attivo. Al contrario, la luce del giorno e del sole favorisce la regolazione verso l’alto dell’ormone della felicità, la serotonina.

Qual è l’importanza della luce diurna, dei livelli di vitamina D e del ritmo circadiano per un sistema immunitario ben funzionante? 

È stato dimostrato scientificamente che le persone con bassi livelli di vitamina D (10–20 nmol/L) contraggono circa l’86% di infezioni in più rispetto a chi presenta livelli di vitamina D alto-normali (60–90 nmol/L) nel sangue. La vitamina D sembra sostenere il sistema immunitario sia attraverso vie ormonali sia tramite vie di segnalazione cellulare. Le persone che hanno bassi livelli di vitamina D e assumono vitamina D quotidianamente nei mesi invernali possono ridurre il rischio di infezioni di circa il 12%. Anche il ritmo circadiano, ossia il sonno, ha un importante effetto protettivo sul sistema immunitario.

Quali alimenti e micronutrienti supportano in modo comprovato le difese immunitarie e cosa dice la letteratura scientifica su vitamina C, zinco o acidi grassi omega-3? 

Vitamina C come «vitamina antiossidante», zinco come «minerale dell’immunità» e omega-3 come «acidi grassi antinfiammatori». Le funzioni che questi integratori suggeriscono hanno effettivamente una base fisiologica e scientifica, ma a mio avviso sono sopravvalutate. Un corretto stile di vita – niente nicotina, alcol raramente o per nulla, sonno e movimento sufficienti e un’alimentazione equilibrata – annulla in larga misura il beneficio aggiuntivo di tali integratori. Inoltre, nel caso della vitamina C è importante non aggiungerla ad acqua calda o bollente, perché l’effetto immunologico si perderebbe. Tuttavia, è vero che alte dosi di vitamina C (almeno 1 g) nei mesi invernali hanno potuto ridurre i raffreddori fino al 26% e il numero di giorni di malattia fino al 44%.

In uno studio in cui il personale di clinica con sintomi da raffreddamento è stato trattato con alte dosi di zinco (13 mg), la durata dei sintomi è stata ridotta da otto a cinque giorni rispetto al gruppo placebo. Il successo dello zinco come «minerale dell’immunità» dipende però da diversi fattori:

  • inizio rapido della terapia ai primi sintomi
  • alta frequenza di assunzione (inizialmente ogni due ore, poi tre volte al giorno)
  • dosi elevate (13–15 mg).

Esistono anche studi che mostrano un effetto positivo degli acidi grassi omega-3 sulla riduzione dei marker infiammatori nel sangue, ad esempio in pazienti con un’infezione da Covid-19 da lieve a moderata. In particolare, gli omega-3 derivati dall’olio di pesce (DHA, acido docosaesaenoico, ed EPA, acido eicosapentaenoico). Tuttavia, con gli omega-3 è importante prestare attenzione al dosaggio. Studi più recenti mostrano che dosi superiori a >1500 mg di omega-3 al giorno aumentano nettamente il rischio di aritmie cardiache come la fibrillazione atriale.

Per quanto riguarda la discussione sugli integratori a supporto del sistema immunitario, va detto chiaramente che esistono singoli studi che attribuiscono a queste misure un effetto positivo sulla prevenzione o sulla riduzione della durata delle infezioni. Tuttavia, se si valuta la qualità scientifica degli studi e li si confronta (le cosiddette metanalisi o revisioni sistematiche), molti di questi presunti effetti positivi si ridimensionano. La conclusione dell’intero dibattito sugli integratori è quindi la seguente: chi vuole davvero fare qualcosa di buono per il proprio corpo ottimizza prima le misure di base, e così l’effetto positivo degli integratori, secondo i criteri scientifici, spesso viene annullato. 

Quanta attività fisica alla settimana rafforza realmente il sistema immunitario e qual è la differenza tra gli effetti di un’attività moderata e quelli di un’attività molto intensa? 

Stabilire un numero preciso di ore è difficile e spesso dipende dalla situazione individuale. In linea di principio, si può dire che 150–300 minuti di movimento alla settimana a intensità moderata (massimo 60% della frequenza cardiaca massima o «velocità che permette di parlare» durante camminata/jogging) rappresentano le misure di base raccomandate nell’ambito dello «sport per la salute». Per mantenere in salute il sistema immunitario e l’organismo bastano quindi già cinque passeggiate da 30 minuti alla settimana – non è necessario praticare sport agonistico per restare in forma. Un ottimo consiglio nella vita quotidiana è anche: evitate scale mobili e ascensori e rischiate una relazione d’amore con le scale.

Perché la qualità del sonno è più importante della semplice durata e come l’architettura del sonno e la carenza di sonno influenzano le difese immunitarie? 

Il sonno è un fattore essenziale di rigenerazione, spesso sottovalutato nella nostra quotidianità lavorativa e sportiva, perché il tempo dedicato al sonno viene considerato nella nostra società della performance come un periodo presumibilmente «improduttivo». Ma non è affatto così! L’«igiene del sonno» è una leva fondamentale quando si tratta di rendere efficiente lo sport per la salute e di fare del bene al nostro sistema immunitario e metabolico.

Sappiamo, ad esempio, che gli atleti che dormono meno di sei ore hanno un rischio di infortunio nettamente più elevato rispetto a chi dorme almeno otto ore. Inoltre, dormire meno di sette-otto ore aumenta il rischio di raffreddamento di circa tre volte. In definitiva, come ha menzionato, la qualità del sonno è incredibilmente importante. Qui giocano un ruolo centrale ormoni del sonno come la melatonina. La luce degli schermi degli smartphone sopprime questi ormoni del sonno e porta a difficoltà di addormentamento o risvegli notturni. Un sonno insufficiente innesca a sua volta una reazione metabolica che spinge il nostro cervello a desiderare più cibi grassi. In definitiva, una cattiva igiene del sonno può favorire malattie come il diabete, gli infarti, il sovrappeso o la depressione, il che va di pari passo con un indebolimento del sistema immunitario.

Quale ruolo svolgono lo stress, il carico psicologico e le tecniche di rilassamento per il sistema immunitario? 

Lo sport, ma anche le sollecitazioni psicologiche, rappresentano stress per il sistema immunitario. Ma, così come alleniamo i muscoli, possiamo anche allenare e rafforzare il sistema immunitario. Secondo il motto: «Use it, or lose it!» Sappiamo che carichi sportivi tra il 40 e il 60% del carico massimo (ad es. frequenza cardiaca massima adattata all’età) hanno influssi positivi sulla rigenerazione e sul sistema immunitario. Quando i carichi fisici superano l’80% della nostra capacità massima, aumentiamo la suscettibilità alle infezioni. In particolare, la prima ora dopo sforzi intensi (gare, allenamenti duri) è una «window of opportunity», durante la quale, a causa di un indebolimento temporaneo delle difese, i patogeni possono penetrare più facilmente nel nostro organismo. Il richiamo dei genitori ad asciugare i capelli dopo lo sport o la doccia ha quindi una sua rilevanza nell’immunologia della performance.

Dopo sforzi molto intensi (ad es. una maratona) abbiamo statisticamente, per un periodo di una-due settimane, un rischio da due a sei volte maggiore di contrarre un’infezione virale delle vie respiratorie superiori. È quindi importante gestire bene lo stress – emotivo o sportivo – a favore del sistema immunitario. Le parole chiave sono «pianificazione dell’allenamento», «pause» e «tecniche di recupero» come lo yoga o altre misure di rilassamento. Ne fanno parte anche un buon reintegro delle riserve energetiche tramite l’alimentazione e l’astensione dall’alcol. 

Quanto sono strettamente collegati salute intestinale e sistema immunitario e quale ruolo svolgono il microbioma intestinale e i pre- e probiotici? 

La ricerca che studia il legame tra sport e microbioma intestinale è ancora relativamente giovane. Con i progressi della spettrometria di massa e dei test genetici, dal 2010 circa emergono regolarmente risultati interessanti.

Ha senso assumere integratori alimentari in primavera e quando una supplementazione mirata è medicalmente utile o addirittura necessaria? 

Si tratta di una domanda ricorrente in medicina dello sport, in nutrizione e nella consulenza «lifestyle». La risposta scientifico-medica è abbastanza chiara: nel collettivo di sportivi amatoriali sani, gli integratori alimentari raramente hanno senso (e possono persino essere dannosi). Essenziale è un’alimentazione sana ed equilibrata (ad es. dieta mediterranea) senza alcol (o solo in quantità minime). A mio avviso, il dibattito sulla supplementazione è fortemente influenzato dagli interessi dell’industria e può non di rado assumere dimensioni tali per cui l’assunzione eccessiva di integratori o l’applicazione di diete discutibili porta a problemi medici.

Nella consultazione di medicina dello sport vediamo spesso persone che non mettono in pratica semplici misure di base per l’alimentazione e che invece (consapevolmente o meno) cercano di mascherare o compensare «errori di alimentazione e di allenamento» con gli integratori. È uno sviluppo che, come medico, mi preoccupa.

Rinunciare a nicotina/tabacco e ridurre al minimo il consumo di alcol è molto più importante per il sistema immunitario e per la rigenerazione muscolare rispetto ai multivitaminici e agli integratori proteici/aminoacidici ad alto dosaggio. Un intestino sano può, per esempio, ricavare da un piatto di pesce come tonno o salmone una quantità sufficiente di acidi grassi omega-3 per sostenere il sistema immunitario e ridurre i dolori muscolari dopo sforzi sportivi più intensi. Dal punto di vista scientifico, considerando la nostra posizione geografica e lo stile di vita, può eventualmente avere senso una sostituzione di vitamina D3 durante i mesi invernali.

In linea di principio, tuttavia, una supplementazione di nutrienti senza una corrispondente carenza nel sangue o senza una ridotta capacità di assorbimento del tratto gastrointestinale dovuta, ad esempio, a specifiche malattie intestinali, non è opportuna.

Quali segnali d’allarme indicano un sistema immunitario sovraccarico o indebolito? 

In medicina dello sport si sa che gli atleti si ammalano di influenza/raffreddamento circa 2,7 volte l’anno. Quando le persone – sportive amatoriali o d’élite – si ammalano più frequentemente, a mio avviso è indicata una consulenza per migliorare lo stile di vita e per adottare misure preventive come descritto sopra. Va anche ricordato che il nostro sistema immunitario è protetto dall’ingresso dei patogeni da diverse barriere. Una barriera importante è la mucosa del naso e della bocca. Se durante l’inverno queste mucose si seccano e contemporaneamente non assumiamo abbastanza liquidi, le porte per virus, batteri e funghi sono spalancate. Perché questi sistemi di barriera funzionino quando serve, vanno protetti (riduzione dello stress), allenati (movimento/sport) e curati (alimentazione, sonno, rigenerazione).

Il suo consiglio più importante: quali semplici misure rafforzano sensibilmente e in modo duraturo il sistema immunitario in primavera? 

Anche se l’industria o alcune «persone esperte» vorrebbero talvolta farci credere il contrario, nella mia esperienza è semplicemente così: in realtà non siamo più intelligenti della natura o del nostro corpo. Per una mente e un corpo sani non esistono scorciatoie – esistono solo lavoro onesto (movimento/sport) e cura (sonno, alimentazione, niente nicotina, niente alcol). 

Dr. med. Dr. sc. med. Roman Gähwiler

 

L’esperto: Dr med. Dr sc. med. Roman Gähwiler

Medico dirigente ALTIUS Swiss Sportmed Center, Rheinfelden AG

Specialista in medicina interna generale FMH (in particolare medicina dello sport SEMS)
Specialista in medicina vascolare / angiologia FMH
Master of Science in medicina dello sport (GOTS)

Non utilizzate queste informazioni come base assoluta per le decisioni sulla salute. In caso di problemi alla salute consultate il vostro medico o farmacista. Navigare su internet non sostituisce la consultazione medica.

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