Morso di animale durante le vacanze: cosa fare?

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Adobe, Tollwut
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Fonte: TCS MyMed

Il morso di un cane o di un gatto, il graffio di una scimmia o il contatto con un pipistrello possono avere conseguenze gravi. La PD Dr. med. Esther Künzli, viceprimaria del Centro di medicina tropicale e di viaggio, spiega come trattare correttamente morsi e graffi, quando è necessario rivolgersi a un medico e come chi viaggia può proteggersi dalla rabbia.

L’articolo risponde alle seguenti domande:

Signora Künzli, quali morsi di animali sono particolarmente frequenti durante le vacanze e perché anche piccoli morsi o graffi possono essere pericolosi?

Nella maggior parte dei casi, le lesioni riportate da chi viaggia sono causate da cani o gatti. In determinate regioni si verificano anche morsi o graffi provocati dalle scimmie. Non vanno inoltre dimenticati i pipistrelli. Nel complesso, i graffi sono più frequenti dei veri e propri morsi. Tuttavia, proprio i graffi superficiali vengono spesso sottovalutati, perché a prima vista possono sembrare innocui.

I morsi e i graffi di animali sono problematici soprattutto per due ragioni: da un lato, i batteri presenti nella bocca o sugli artigli dell’animale possono penetrare nella ferita e provocare un’infezione. In determinate circostanze, una simile infiammazione deve essere trattata con antibiotici. Dall’altro lato, nei Paesi in cui è presente la rabbia, le lesioni provocate da mammiferi possono causare un’infezione da virus della rabbia.

Non deve necessariamente trattarsi di una ferita estesa o che sanguina abbondantemente. Anche piccoli graffi o altre lesioni superficiali possono essere rilevanti. Non conta quindi soltanto quanto grave appare la ferita, ma anche quale animale l’ha provocata e in quale Paese è avvenuto il contatto. Nei Paesi in cui è presente la rabbia, in caso di lesioni provocate da mammiferi bisogna sempre partire dal presupposto che l’animale possa essere affetto dalla rabbia e comportarsi di conseguenza.

Cosa bisogna fare immediatamente dopo il morso di un cane, un gatto, una scimmia o un altro animale e come va pulita correttamente la ferita?

In relazione alla rabbia è importante pensare anche ai pipistrelli. In linea di principio, ogni ferita da morso o da graffio deve essere lavata accuratamente con acqua e sapone per 10-15 minuti e successivamente disinfettata.

I morsi di animali che sanguinano devono sempre essere valutati da un medico. Anche in caso di graffi o lesioni superficiali provocati da mammiferi è necessario un accertamento medico se ci si trova in un Paese in cui è presente la rabbia.

Quando deve essere immediatamente trattata da un medico una ferita da morso e quali ferite sono considerate particolarmente rischiose?

Le lesioni provocate da mammiferi nei Paesi in cui è presente la rabbia devono sempre essere trattate immediatamente da un medico. Non sono considerati lesioni o possibili esposizioni alla rabbia soltanto i morsi, ma anche i graffi. Lo stesso vale se un animale lecca una ferita aperta o se la saliva di un mammifero entra in contatto con le mucose.

Indipendentemente dal rischio di rabbia, le ferite da morso provocate da mammiferi devono sempre essere valutate da un medico se sanguinano. Oltre al trattamento della ferita, occorre verificare se sia necessario un richiamo della vaccinazione contro il tetano o un trattamento antibiotico preventivo. In particolare, i morsi di gatto provocano con relativa frequenza infezioni dovute ai batteri presenti nella bocca dell’animale.

Quali segni indicano che una ferita da morso si sta infettando o che si sta sviluppando una sepsi?

Se la pelle intorno alla lesione diventa sempre più arrossata, se la zona interessata diventa sensibilmente più calda o se il dolore aumenta, ciò può indicare un’infiammazione. Anche quando inizialmente la ferita appariva poco significativa, questi disturbi possono manifestarsi soltanto in un secondo momento.

Dopo un morso o un graffio, le persone interessate devono quindi osservare attentamente la lesione. Se l’arrossamento, il calore o il dolore aumentano, è sempre opportuno sottoporsi a un controllo medico. Quanto prima viene riconosciuta e trattata un’infezione della ferita, tanto maggiori sono le possibilità di evitare che si diffonda ulteriormente nei tessuti o nell’organismo.

In linea di principio, non bisogna attendere che i disturbi diventino molto pronunciati. Una valutazione medica tempestiva è particolarmente consigliabile dopo morsi profondi, morsi di gatto o lesioni in zone sensibili del corpo.

Per quali animali e in quali Paesi di viaggio esiste un rischio maggiore di rabbia?

La rabbia è presente praticamente in tutto il mondo. In alcuni Paesi, tuttavia, è presente soltanto la rabbia nei pipistrelli. Paesi come la Svizzera sono considerati esenti dalla rabbia «terrestre», ossia dalla rabbia nei mammiferi che vivono sulla terraferma.

Un rischio ridotto esiste tuttavia anche in Svizzera: da un lato, i pipistrelli possono essere portatori del virus della rabbia; dall’altro lato, animali come cani o gatti importati illegalmente da zone in cui è presente la rabbia possono essere infetti. Chiunque venga morso o graffiato in Svizzera da un pipistrello o da un animale eventualmente importato necessita quindi anche di una cosiddetta profilassi post-esposizione.

Cosa bisogna fare dopo una possibile esposizione alla rabbia e quanto rapidamente deve iniziare il trattamento?

La ferita deve essere immediatamente pulita e disinfettata con cura. Successivamente, bisogna iniziare una profilassi post-esposizione il più rapidamente possibile, idealmente il giorno stesso della lesione. Le modalità del trattamento dipendono dal fatto che la persona interessata sia già stata vaccinata contro la rabbia prima della possibile esposizione.

Nelle persone che hanno già completato la vaccinazione sono necessarie due dosi di richiamo a distanza di tre giorni dopo un possibile contatto. In assenza di una vaccinazione precedente, sono necessarie almeno quattro vaccinazioni nell’arco di 14 giorni e spesso anche anticorpi contro la rabbia, le cosiddette immunoglobuline. Il trattamento deve iniziare il prima possibile, idealmente il giorno stesso della lesione. Tuttavia, gli anticorpi contro la rabbia non sono disponibili in molti Paesi di viaggio. Esiste quindi il rischio che il trattamento necessario non possa essere effettuato integralmente sul posto.

Una vaccinazione antirabbica già effettuata è sufficiente o dopo il morso di un animale sono necessarie altre vaccinazioni?

Una vaccinazione antirabbica già effettuata semplifica notevolmente il trattamento dopo una possibile esposizione, ma non rende superflue ulteriori vaccinazioni. Anche le persone che hanno completato l’immunizzazione di base necessitano di due dosi di richiamo dopo una possibile esposizione alla rabbia.

È considerata immunizzata di base una persona che prima del viaggio ha ricevuto due vaccinazioni contro la rabbia a distanza di almeno sette giorni. Dopo un possibile contatto, la prima dose di richiamo dovrebbe essere somministrata idealmente il giorno stesso della lesione. La seconda vaccinazione viene somministrata tre giorni dopo.

Il vantaggio della vaccinazione preventiva consiste nel fatto che il trattamento dopo il contatto con un animale è molto più semplice. Le persone già vaccinate necessitano di un numero inferiore di vaccinazioni e, di norma, non hanno bisogno di immunoglobuline antirabbiche aggiuntive. Tuttavia, anche per loro vale la stessa regola: la ferita deve essere pulita immediatamente e il contatto con l’animale deve essere valutato da un medico il prima possibile. Una precedente vaccinazione non è un motivo per aspettare dopo un morso o un graffio.

Quale ruolo svolge la protezione contro il tetano e quando sono necessari antibiotici dopo una ferita da morso?

In caso di qualsiasi graffio o morso, bisogna verificare se la protezione contro il tetano è ancora aggiornata. Il tetano è provocato da batteri che possono penetrare nell’organismo attraverso le lesioni. Se la protezione vaccinale non è più sufficiente, può essere necessaria una dose di richiamo.

Gli antibiotici sono sempre necessari quando una ferita è già infetta. Tra i possibili segnali figurano, ad esempio, un arrossamento crescente, un aumento del calore e dolori sempre più intensi. L’eventuale somministrazione preventiva di antibiotici dipende dalla singola lesione.

Nella decisione svolgono un ruolo, tra l’altro, le dimensioni, la profondità e la localizzazione della ferita. Anche la specie animale può essere importante ai fini della valutazione. In particolare, i morsi di gatto presentano un rischio maggiore di infezione e devono pertanto essere valutati attentamente. La necessità di una profilassi antibiotica deve essere stabilita caso per caso da un medico.

Cosa vale in caso di graffi, ferite leccate o contatto con la saliva e a cosa bisogna prestare particolare attenzione nei bambini?

Anche i graffi sono considerati una possibile esposizione alla rabbia. Lo stesso vale quando la saliva di un mammifero entra in contatto con una ferita aperta o con le mucose.

I bambini sono particolarmente a rischio, perché spesso non sono ancora in grado di valutare correttamente i pericoli legati al contatto con gli animali. Inoltre, nel loro caso le ferite da morso e da graffio si trovano più frequentemente sul viso o sulle mani. Simili lesioni sono particolarmente rischiose in relazione a una possibile trasmissione della rabbia.

Come si possono evitare i morsi di animali durante i viaggi e quali preparativi sono consigliabili prima di una vacanza in una zona a rischio di rabbia?

Nei Paesi in cui può essere presente la rabbia non si deve toccare alcun mammifero, nemmeno se appare docile o sano. Prima del viaggio, bisogna valutare individualmente se sia opportuna una vaccinazione preventiva contro la rabbia.

I decessi per rabbia tra chi viaggia sono molto rari. Secondo gli studi, tuttavia, il rischio di essere morsi o graffiati durante un viaggio è compreso tra il due e il cinque per cento. Dopo una possibile esposizione è necessaria una profilassi post-esposizione, che può comportare un notevole dispendio organizzativo e finanziario.

A ciò si aggiunge il fatto che gli anticorpi antirabbici necessari non sono disponibili in molti Paesi di viaggio. Di conseguenza, potrebbe non essere possibile effettuare integralmente il trattamento sul posto. In alcuni casi è quindi necessario modificare l’itinerario o interrompere anticipatamente le vacanze.

L’esperta

E. Künzli

Dr. med. Esther Künzli, MD, PD – Swiss TPH

Esther Künzli è co-responsabile della Medical Services Unit dello Swiss TPH. Ha studiato medicina all’Università di Basilea e ha successivamente conseguito i titoli di specialista in medicina interna generale e infettivologia. Nel 2011 ha inoltre ottenuto un master in Control of Infectious Diseases presso la London School of Hygiene and Tropical Medicine. Nel 2022 ha conseguito l’abilitazione in medicina tropicale e di viaggio presso l’Università di Basilea.

Nel suo lavoro scientifico si concentra soprattutto sull’influenza dei viaggi internazionali sulla diffusione della resistenza agli antibiotici.

Non utilizzate queste informazioni come base assoluta per le decisioni sulla salute. In caso di problemi alla salute consultate il vostro medico o farmacista. Navigare su internet non sostituisce la consultazione medica.

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