«Il primo soccorso può salvare vite – e comincia da ognuna e ognuno di noi»

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Adobe, Reanimation
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Sorgente: TCS MyMed

Un’emergenza non si annuncia. Che sia nel traffico stradale, facendo la spesa o a casa: spesso le prime persone sul posto sono profani. Cosa conta oggi in caso di arresto cardiaco, difficoltà respiratoria o perdita di coscienza, come funziona la rianimazione e perché il coraggio è più importante della perfezione, lo spiega in questa intervista un’esperta di Samaritani Svizzera.

Nel presente articolo vengono chiarite le seguenti domande:

Perché è utile aggiornare regolarmente le proprie conoscenze di primo soccorso – e con quale frequenza si dovrebbe frequentare un corso?

Il primo soccorso non è un sapere che si apprende una volta per poterlo richiamare con sicurezza per tutta la vita. Proprio nelle misure salvavita come la rianimazione, routine e sicurezza sono determinanti. Il Consiglio Svizzero di Rianimazione (SRC) raccomanda di aggiornare il corso BLS-AED ogni due anni – questa raccomandazione vale anche nell’ambito dei samaritani e in molte aziende. Chi assume ulteriori responsabilità, ad esempio in un’associazione, in un’impresa o come First Responder, beneficia addirittura di unità di esercitazione più frequenti e più brevi. Un allenamento regolare garantisce che i gesti siano automatici e senza esitazioni in caso di emergenza.

Ulteriori informazioni sui corsi sono disponibili presso la sezione samaritani della rispettiva regione.

Quali novità contengono le attuali linee guida 2026 per la rianimazione e il soccorso d’urgenza?

Le attuali linee guida SRC 2025/26 pongono ancora maggiore enfasi su tre messaggi chiave: iniziare presto, ridurre al minimo le interruzioni ed eseguire compressioni toraciche di alta qualità – combinate con una defibrillazione il più precoce possibile. La catena della sopravvivenza è stata adeguata alle raccomandazioni dell’European Resuscitation Council. Inoltre, l’algoritmo BLS-AED-SRC è stato rielaborato e i contenuti didattici sono stati verificati dal punto di vista giuridico e formulati in modo chiaro. Ora si attribuisce grande importanza anche alla corretta liberazione delle vie aeree, a un controllo accurato della respirazione nonché al corretto posizionamento degli elettrodi del DAE – comprese indicazioni pragmatiche, ad esempio che un reggiseno, se necessario, deve solo essere spostato e non obbligatoriamente rimosso.

Quali nuove raccomandazioni valgono in caso di arresto cardiaco – e cosa dovrebbero fare oggi i profani diversamente rispetto al passato?

In passato molte persone avevano paura di fare qualcosa di sbagliato. Oggi il messaggio è chiaro: non fare nulla è l’errore più grande. I profani non addestrati possono – e devono – iniziare immediatamente compressioni toraciche continue. La cosiddetta «compression-only-CPR» è accettata se non ci si sente in grado di praticare la ventilazione. È inoltre molto importante allertare tempestivamente chiamando il numero di emergenza 144. Le centrali operative oggi assistono attivamente i soccorritori con istruzioni telefoniche passo dopo passo. Questa cosiddetta dispatcher-CPR e il rapido utilizzo di un DAE hanno un’influenza dimostrata sulla sopravvivenza.

Come funziona l’utilizzo di un defibrillatore automatico esterno (DAE) – e dove si trovano questi apparecchi in Svizzera?

Un DAE è concepito in modo tale da poter essere utilizzato in sicurezza anche dai profani. Dopo aver applicato gli elettrodi, l’apparecchio analizza autonomamente il ritmo cardiaco e decide se è necessario uno shock. Istruzioni vocali e spesso anche visive guidano con calma durante l’intera procedura. In Svizzera i DAE sono installati in molti luoghi accessibili al pubblico, ad esempio nelle stazioni ferroviarie, negli impianti sportivi, nei centri commerciali, negli edifici pubblici o nelle aziende. Mappe online come defikarte.ch aiutano a trovare rapidamente il luogo più vicino – un aspetto che dovrebbe essere trattato consapevolmente nei corsi di primo soccorso.

Cosa può fare ognuna e ognuno per reagire correttamente in caso di emergenza – e quali strategie favoriscono il tasso di rianimazione da parte dei profani?

I passaggi fondamentali sono semplici e sempre uguali: valutare la situazione, allertare il 144, controllare la respirazione, iniziare immediatamente le compressioni toraciche e utilizzare un DAE non appena disponibile. Studi dimostrano che il tasso di rianimazione da parte dei profani aumenta quando i corsi di primo soccorso sono facilmente accessibili, brevi e ampiamente diffusi. Anche programmi nelle scuole, sistemi di First Responder, DAE posizionati in modo visibile, esercitazioni regolari e campagne emotive con il motto «può capitare a chiunque» svolgono un ruolo importante – classici ambiti di intervento delle sezioni samaritane.

Quali differenze esistono tra la rianimazione degli adulti e quella dei bambini – e a cosa occorre prestare particolare attenzione?

Nei bambini e nei lattanti la causa di un’emergenza si trova spesso nell’apparato respiratorio. Per questo la rianimazione inizia con cinque ventilazioni iniziali. Successivamente vale il rapporto di 15 compressioni a 2 ventilazioni, con una profondità di compressione pari a circa un terzo del diametro del torace. Negli adulti l’attenzione è invece rivolta a compressioni toraciche continue nel rapporto 30:2 e a una defibrillazione il più precoce possibile. Nei lattanti si rianima con due pollici, nei bambini a partire da circa un anno con una o due mani. Nei bambini sotto i 25 chilogrammi o sotto gli otto anni dovrebbe – se disponibile – essere attivata la modalità pediatrica del DAE e gli elettrodi dovrebbero essere applicati sul torace e sulla schiena.

Quali metodi di apprendimento digitali o app supportano l’esercitazione delle misure di primo soccorso?

Gli strumenti digitali assumono un ruolo sempre più importante. Moderni manichini con feedback mostrano in tempo reale profondità e frequenza delle compressioni. Diverse app ricordano le fasi del BLS, forniscono il ritmo corretto tramite un metronomo, lavorano con check-list o mostrano la posizione dei DAE. Inoltre, i corsi per soccorritori e di primo soccorso oggi vengono in parte seguiti in modalità blended learning.

Perché è importante mantenere la calma anche dal punto di vista psicologico – e come ci si può preparare mentalmente alle emergenze?

In una situazione di stress acuto il corpo entra in modalità di allarme (fight–flight–freeze): il polso e la respirazione aumentano, mentre il pensiero lucido si riduce. Ciò può portare a visione a tunnel, decisioni errate o blocco totale. La calma psicologica aiuta a dare struttura alla situazione e a trasmettere sicurezza – alle persone coinvolte come anche agli altri soccorritori. È utile avere un piano personale per le emergenze: conoscere i numeri di emergenza, sapere dove si trovano la farmacia domestica o il DAE più vicino, tenere materiale di primo soccorso in auto e definire accordi chiari in associazione o in azienda.

  • Chi allerta?
  • Chi va a prendere il DAE?
  • Chi accoglie il servizio di soccorso?

Aggiornamenti regolari dei corsi sono fondamentali, perché la ripetizione crea sicurezza.

Come prepararsi in modo mirato alle emergenze nella vita quotidiana o nel traffico stradale?

La preparazione inizia dalle piccole cose: materiale di medicazione in auto, giubbotto di sicurezza a portata di mano, conoscenza dei principali numeri di emergenza. È altrettanto importante interiorizzare le procedure – come garantisco la mia sicurezza, quale numero compongo in caso di emergenza e dove si trova il DAE più vicino. Chi ha già riflettuto o simulato questi scenari può agire più rapidamente e in modo più coordinato in caso di emergenza.

Cosa fare in caso di difficoltà respiratoria o perdita di coscienza – e quale ruolo svolge oggi la posizione laterale di sicurezza?

In caso di difficoltà respiratoria: tranquillizzare la persona, consentirle una posizione eretta, allentare indumenti stretti, allertare il 144 e osservare la situazione. Se una persona è incosciente ma respira normalmente, la posizione laterale di sicurezza rimane una misura centrale per mantenere libere le vie aeree. Se però la persona non respira o presenta solo una respirazione anomala – ad esempio respiro agonico –, oggi si inizia immediatamente la rianimazione. La posizione laterale di sicurezza resta quindi importante, ma chiaramente dipendente dalla situazione.

Il suo appello: perché nel 2026 ognuna e ognuno dovrebbe frequentare un corso di primo soccorso?

Perché ognuna e ognuno di noi può fare la differenza decisiva. Bastano poche ore per acquisire le conoscenze e soprattutto la fiducia necessarie per agire correttamente in una situazione di emergenza. Le sezioni samaritane mettono a disposizione aule, formatori e competenze specialistiche. Ciò che serve sono persone pronte ad assumersi responsabilità.

Partecipa. Impara ad aiutare. Diventa parte della catena della sopravvivenza. Il tuo intervento conta – forse in modo decisivo.

Non utilizzate queste informazioni come base assoluta per le decisioni sulla salute. In caso di problemi alla salute consultate il vostro medico o farmacista. Navigare su internet non sostituisce la consultazione medica.

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