Il lumbago arriva quasi sempre senza preavviso – e mette letteralmente fuori uso chi ne soffre. Marcel Oehmichen, MBA, medico capoclinica di neurochirurgia presso il Herz-Neuro-Zentrum Bodensee, spiega perché il dolore può comparire così all’improvviso, quali errori si fanno spesso e perché l’idoneità alla guida dipende meno dalla diagnosi che dalla funzione fisica
Nell’articolo vengono chiarite le seguenti domande:
- Che cosa si intende esattamente dal punto di vista medico con lumbago e come si manifesta tipicamente?
- Perché un dolore del genere può «colpire» così all’improvviso?
- Come si distingue clinicamente un lumbago da altre cause di mal di schiena?
- Da che cosa possono capire le persone colpite che si tratta probabilmente di un lumbago e quali prime misure consiglia immediatamente dopo la comparsa dei disturbi?
- Con un colpo della strega è meglio riposare o muoversi – e perché?
- Che ruolo svolge l’allenamento muscolare nella prevenzione e quali forme di movimento o esercizi consiglia nella fase acuta?
- Quali trattamenti errati tipici osserva nella pratica?
- Quanto sono utili le applicazioni di calore rispetto al freddo?
- Qual è l’importanza dell’ergonomia sul posto di lavoro?
- Quali misure di precauzione consiglia ai viaggiatori con una nota predisposizione ai problemi alla schiena durante lunghi viaggi in aereo o in autobus?
- Come ci si dovrebbe comportare se un colpo della strega compare durante un viaggio all’estero?
- Con un lumbago acuto si è idonei alla guida – in base a che cosa lo si dovrebbe valutare?
- Quali rischi comporta guidare con forti dolori acuti alla schiena?
- In quali casi di dolore acuto alla schiena è necessaria immediatamente una valutazione medica d’urgenza?
Signor Oehmichen, che cosa si intende esattamente dal punto di vista medico con lumbago e come si manifesta tipicamente?
Per lumbago si intende un dolore improvviso nella zona della colonna lombare (parte bassa della schiena). «Colpo della strega» è il termine colloquiale. In moltissimi casi non è possibile dimostrare una singola causa «pericolosa». Si tratta spesso di un mal di schiena meccanico (per lo più benigno), causato da sovraccarico, tensione muscolare di protezione, stati irritativi delle piccole articolazioni vertebrali/dei legamenti oppure da un disturbo transitorio del movimento segmentale («blocco»).
Perché un dolore del genere può «colpire» così all’improvviso?
Nel colpo della strega spesso si combinano due elementi: una schiena già irritata/sovraccaricata e un fattore scatenante (p.es. piegarsi, ruotare, sollevare, alzarsi, fare un passo oppure tossire/starnutire). Il corpo allora passa riflessamente in modalità di protezione. La muscolatura della schiena si tende, i movimenti diventano bruscamente dolorosi e si assume una postura antalgica. Disturbi acuti di questo tipo sono descritti nelle linee guida anche nell’ambito dei disturbi segmentali del movimento.
Come si distingue clinicamente un lumbago da altre cause di mal di schiena?
Nel lumbago tipico il dolore nella parte bassa della schiena con una marcata limitazione del movimento è in primo piano. Importante è ciò che di solito manca: un dolore marcato, elettrizzante, che si irradia fino alla gamba (al di sotto del ginocchio), nonché intorpidimento, formicolio o perdita di forza nella gamba. Questi segni fanno pensare piuttosto a un’irritazione di una radice nervosa o a un’altra causa specifica. Viceversa, sintomi generali importanti (febbre, brividi), incidente/trauma, osteoporosi, malattia tumorale nota, perdita di peso involontaria oppure nuovi disturbi della vescica o dell’intestino sono segnali d’allarme e non sono compatibili con un semplice colpo della strega.
Da che cosa possono capire le persone colpite che si tratta probabilmente di un lumbago e quali prime misure consiglia immediatamente dopo la comparsa dei disturbi?
Sono tipici:
- dolore improvviso nella parte bassa della schiena
- «rigidità»
- problemi nel raddrizzarsi/camminare – ma nessuna nuova paralisi
- nessun intorpidimento nella «zona di appoggio» (anestesia a sella)
- nessun disturbo della vescica o dell’intestino.
Prime misure: cercare una posizione che allevi il più possibile il carico (p.es. posizione supina con le gambe piegate oppure posizione laterale), poi tornare il prima possibile a muoversi con delicatezza (brevi camminate, cambi di posizione), calore secondo necessità e – se ben tollerata – una semplice terapia antidolorifica su consiglio medico/farmaceutico. Restare a letto a lungo, di regola, non è utile.
Se sono presenti segnali d’allarme o se i dolori sono insolitamente forti, è opportuno un controllo medico.
Con un colpo della strega è meglio riposare o muoversi – e perché?
La strategia migliore è di solito: tanto riposo quanto necessario, tanto movimento quanto possibile. Brevi fasi di riposo possono essere sensate, ma un riposo prolungato a letto ritarda spesso il recupero. L’obiettivo è interrompere il «circolo vizioso» dolore – tensione di protezione – meno movimento – ancora più dolore. Le linee guida sottolineano che informazione, attività e rapida ripresa delle attività quotidiane sono elementi centrali.
Che ruolo svolge l’allenamento muscolare nella prevenzione e quali forme di movimento o esercizi consiglia nella fase acuta?
Per la prevenzione sono molto importanti l’attività fisica regolare e l’allenamento muscolare. Un tronco ben allenato (muscoli addominali, dorsali e del bacino) stabilizza e alleggerisce la colonna vertebrale. Le linee guida citano, tra l’altro, l’allenamento della coordinazione e della stabilizzazione segmentale per prevenire le ricadute.
Nella fase acuta vale la regola: niente «atti eroici», ma attività delicata. Sono indicati:
- brevi passeggiate
- cambi frequenti di posizione (seduti/in piedi/camminando)
- cauti esercizi di mobilizzazione in una zona poco dolorosa
- esercizi di respirazione/rilassamento.
Se un esercizio aumenta nettamente il dolore o provoca disturbi alla gamba, è bene sospenderlo e far valutare il dolore da un medico.
Quali trattamenti errati tipici osserva nella pratica?
Errori frequenti sono: diversi giorni di rigoroso riposo a letto; imaging immediato (radiografia/risonanza magnetica) nonostante l’assenza di segnali d’allarme; trattamenti molto precoci, esclusivamente passivi, senza mobilizzazione attiva; «manipolazioni» o manovre energiche senza una precedente visita medica – in particolare se sono presenti disturbi alla gamba, intorpidimento o riduzione della forza; nonché l’assunzione poco critica di farmaci che causano sonnolenza o compromettono la capacità di reazione.
Quanto sono utili le applicazioni di calore rispetto al freddo?
In caso di lombalgia acuta il calore è spesso percepito come piacevole, perché riduce la tensione muscolare e può facilitare il movimento. Nelle linee guida la termoterapia viene indicata come possibile misura di supporto – idealmente combinata con il movimento. Anche il freddo può dare sollievo nelle prime ore in alcune persone (p.es. se il calore è percepito come sgradevole). In pratica vale: usate ciò che soggettivamente aiuta – ma sempre proteggendo la pelle (nessuna applicazione diretta, nessuna ustione/congelamento).
Qual è l’importanza dell’ergonomia sul posto di lavoro?
L’ergonomia può aiutare a ridurre i sovraccarichi ricorrenti – per esempio grazie a un’altezza adeguata di sedia e tavolo, alla posizione del monitor, all’alternanza delle posture di lavoro e a un corretto modo di sollevare e trasportare. Allo stesso tempo, «la postura migliore è la prossima»: micropause regolari e movimento sono spesso più importanti che stare seduti in modo perfetto. Nelle linee guida gli aspetti ergonomici e un comportamento rispettoso della schiena nella vita quotidiana e nel lavoro vengono menzionati come elementi rilevanti (soprattutto per prevenire la cronicizzazione).
Quali misure di precauzione consiglia ai viaggiatori con una nota predisposizione ai problemi alla schiena durante lunghi viaggi in aereo o in autobus?
Il movimento dovrebbe essere pianificato e, se possibile, andrebbe scelto un posto sul corridoio. È consigliabile alzarsi brevemente o cambiare posizione ogni 30-60 minuti. Inoltre, da seduti si possono eseguire regolarmente movimenti di piedi e gambe e raddrizzare delicatamente la colonna di tanto in tanto. Le seguenti misure di precauzione possono inoltre aiutare:
- portare con sé un piccolo supporto lombare (p.es. un pullover arrotolato)
- evitare sollevamenti pesanti e movimenti di torsione con i bagagli (meglio far rotolare/trainare la valigia, chiedere aiuto)
- chi conosce già problemi alla schiena dovrebbe chiarire prima del viaggio quali antidolorifici/farmaci siano adatti in caso di emergenza e portarli con sé in quantità ragionevole
- principio di base: movimento invece di lunga immobilità.
Come ci si dovrebbe comportare se un colpo della strega compare durante un viaggio all’estero?
Bisogna interrompere subito lo sforzo e cercare una posizione di scarico. Dopo una breve fase di calma si dovrebbe ricominciare a muoversi con delicatezza (piccoli passi, cambi di posizione). Il calore (p.es. cerotti riscaldanti) può aiutare. I farmaci vanno assunti solo in modo sicuro (considerare allergie, stomaco, reni, anticoagulanti; in caso di dubbio rivolgersi a una farmacia locale/un medico). Inoltre, si dovrebbe rinunciare a guidare se non ci si può muovere liberamente o se i farmaci compromettono la reazione. In presenza di segnali d’allarme (nuova debolezza, intorpidimento nella zona di appoggio, problemi a urinare/defecare, febbre, incidente) è necessario un controllo medico immediato.
Con un lumbago acuto si è idonei alla guida – in base a che cosa lo si dovrebbe valutare?
Decisiva non è la diagnosi, ma la funzione. Si riesce a stare seduti senza forti dolori, a ruotare il busto (controllo dell’angolo morto), a frenare rapidamente e con forza e a scartare bruscamente in caso di emergenza? Se la risposta è «no», non si dovrebbe guidare. Inoltre è importante sapere che determinati farmaci (soprattutto miorilassanti e oppioidi) possono causare sonnolenza e ridurre la capacità di reazione; nelle linee guida si segnala una ridotta idoneità alla guida e limitazioni nell’uso di macchinari con questi farmaci.
Quali rischi comporta guidare con forti dolori acuti alla schiena?
Un dolore forte distrae e può allungare il tempo di reazione. Una postura antalgica può rendere più difficile il controllo dell’angolo morto e il rapido passaggio da un pedale all’altro. Se il dolore «colpisce» improvvisamente, si può reagire irrigidendosi in modo riflesso. Inoltre, gli antidolorifici sedativi possono compromettere l’attenzione. Il rischio riguarda il conducente stesso, ma anche gli altri utenti della strada.
In quali casi di dolore acuto alla schiena è necessaria immediatamente una valutazione medica d’urgenza?
Un dolore acuto alla schiena richiede un’immediata valutazione d’urgenza in particolare in caso di:
- problemi di nuova insorgenza con la minzione o l’evacuazione (ritenzione urinaria o incontinenza)
- intorpidimento nella regione genitale/anale/di appoggio («anestesia a sella»)
- debolezza in rapido peggioramento nella gamba/nel piede (p.es. «piede cadente»)
- forti dolori dopo un incidente o una caduta
- febbre e brividi
- marcata sensazione di malattia
- malattia tumorale nota
- forte perdita di peso non intenzionale
- marcati dolori notturni a riposo
- immunodeficienza
- consumo di droghe per via endovenosa
Questi segnali d’allarme possono indicare, tra l’altro, una sindrome della cauda equina, un’infezione, una frattura o altre cause gravi.
