Tema emorroidi: parlarne non dovrebbe essere un tabù

Dr. med. Thomas Kapp ist Facharzt FMH für Chirurgie und Leitender Arzt im Spital Aarberg.


Malattie e sintomi

Fonte: TCS Info Feed


Le emorroidi sono la malattia di cui si parla il meno volentieri. Una terapia individuale può però porre fine velocemente a questo disturbo.

Il Dr. med. Thomas Kapp riguardo il tema delle emorroidi:

Sangue nelle feci, bruciore, secrezione e prurito nel delicato tessuto che circonda la regione anale: sono questi i tipici sintomi causati da un’alterazione delle emorroidi. Poiché nella società parlare di emorroidi è spesso considerato tabù, esiste probabilmente un elevato numero di persone colpite che non si recano dal medico perché credono di doversene vergognare.

Si ritiene che una persona su tre in Svizzera ne soffra. Importante: prima si va dal proctologo (medico specializzato), meglio saranno le prognosi. Infatti, la maggior parte dei problemi possono essere risolti già nello stadio iniziale, dopo una visita proctologica. Più si aspetta, più procedere a un intervento chirurgico diventa inevitabile.

Alterazione anomala dei vasi sanguigni
Nel linguaggio popolare, il termine emorroidi (dal greco haîma, "sangue" e rhéó, "scorrere") viene spesso usato come sinonimo per la malattia emorroidaria. Parlando scientificamente invece, le emorroidi sono dei cuscinetti di tessuto, formati da un intreccio di arterie e vene, e sono presenti nel canale anale di ogni persona sana. Questi corpi cavernosi vengono irrorati di sangue e, insieme allo sfintere e ad altre strutture muscolari, formano la parte terminale del canale anale.

Diversi gradi di gravità
Le emorroidi provocano disturbo quando, per via di un‘accumulazione di sangue, si gonfiano oppure quando scivolano verso il basso. Un‘alterazione anomala delle emorroidi può avere diversi gradi di gravità.

1° grado: le emorroidi si trovano nell’estremità superiore del retto e non fuoriescono neanche spingendo. Esse possono essere viste solo nell’ambito di un esame proctologico. La persona colpita solitamente non presenta nessun sintomo, poiché nel primo grado di gravità la mucosa rettale interna è insensibile al dolore. Se ci sono disturbi, si tratta di prurito locale e occasionalmente di tracce di sangue sulla carta igienica o nelle feci.
2° grado: le emorroidi fuoriescono spingendo, ma rientrano automaticamente nel canale anale. Per via dell’elevata sensibilità al dolore della pelle che circonda l’ano, si possono iniziare a sentire dolori. Possono inoltre subentrare sintomi come la sensazione di disagio, secrezione e emorragie dolorose durante la defecazione.

3° grado: le emorroidi fuoriescono spingendo, ma non rientrano automaticamente, ed è quindi necessaria una manovra manuale per farle rientrare. Durante la defecazione possono avvenire emorragie, dolori, bruciore e prurito. Possono insorgere pure perdite di muco e una defecazione incontrollata.

4° grado: le emorroidi fuoriescono e non si lasciano più spingere verso l’interno. I sintomi sono gli stessi del terzo grado, ma possono essere più pronunciati.

Le cause per una malattia emorroidaria possono essere diverse. La causa principale è tuttavia una pressione prolungata sulla zona anale, che può essere per esempio la conseguenza di una stitichezza prolungata e/o di spinte molto forti al momento di espellere le feci. Pure una gravidanza può provocare questo disturbo. Inoltre fattori come sedentarietà, sovrappeso o predisposizioni genetiche possono favorire la formazione delle emorroidi.

Diagnosi e chiarimento
Per procedere a una diagnosi, il tratto terminale dell’intestino viene osservato attentamente dall’esterno. Per fare ciò, le natiche vengono leggermente divaricate. Possono così essere scoperte eventuali infiammazioni, irritazioni, lacerazioni ed emorroidi esterne. Dopo di ciò si procede all’esplorazione rettale, in cui l’ano viene tastato con movimenti circolari. Se sono presenti emorroidi di quarto grado, la diagnosi può già essere confermata in ambito della visita proctologica. Se queste misure non sono sufficienti per stabilire una diagnosi, esistono diversi esami specialistici (proctoscopia, rettoscopia, sigmoidoscopia ecc.).

Recarsi dal medico per tempo
L’andamento e la durata della terapia delle emorroidi ingrossate in maniera anomale dipende dal grado di gravità e dal momento in cui si inizia la terapia. Una visita dal medico tempestiva contribuisce a un andamento positivo. Se le emorroidi si ingrossano ma senza provocare sintomi, un trattamento medico non è sempre necessario.

Solitamente vale la regola: le emorroidi di primo e di secondo grado vengono trattate con metodi conservativi, mentre quelle di terzo e quarto grado vengono operate chirurgicamente. Parallelamente al trattamento, le persone colpite dovrebbero inoltre adattare il proprio stile di vita (vedi info box). In questo modo, si aumentano le probabilità di successo della terapia e si diminuisce la probabilità che le emorroidi ritornino a dare fastidio.

Trattamento
I disturbi da leggeri a medi vengono nella maggior parte dei casi trattati con metodi conservativi, per mezzo di apposite pomate o supposte. Questi preparati contengono sostanze o combinazioni di sostanze contro le infiammazioni e migliorano l’irrorazione sanguigna. Se la malattia emorroidaria non guarisce per mezzo di una terapia conservativa o se il suo grado aumenta, sono necessarie misure chirurgiche.

Negli ultimi anni, il numero di questi interventi è notevolmente aumentato. Nella tecnica di emorroidectomia aperta secondo Ferguson, le emorroidi vengono asportate insieme alla membrana anale, con il bisturi. La ferita viene infine completamente suturata con un filo autodissolubile. Dopo l’operazione, la regione anale va lavata diverse volte al giorno e dopo ogni evacuazione. Solitamente, la ferita guarisce dopo tre o quattro settimane.

Nella tecnica secondo Milligran-Morgan, i pacchetti emorroidari vengono rimossi in maniera simile alla tecnica di Ferguson, con legatura chirurgica alla base di esse e la ferita viene lasciata aperta. Anche in questo caso, è molto importante lavare la ferita regolarmente, la guarigione dura tra le sei e le otto settimane. L’emorroidopessi con suturatrice meccanica rappresenta una tecnica relativamente nuova. Questa tecnica consiste nell’eliminare le emorroidi per mezzo di un’apposita suturatrice.

Fonte e più informazioni: www.inselgruppe.ch

Non utilizzate queste informazioni come base assoluta per le decisioni sulla salute. In caso di problemi alla salute consultate il vostro medico o farmacista. Navigare su internet non sostituisce la consultazione medica.

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